San Giovanni Teatino è un comune di circa 11.182 abitanti della provincia di Chieti.
Particolare importanza riveste la frazione di Sambuceto, dove è anche la sede comunale, in quanto sede delle maggiori industrie e centri commerciali della Val Pescara.
Su un colle della dorsale che scorre da oriente ad occidente, tra gli alvei del fiume Pescara e del torrente Vallelunga, in posizione dominante la fondovalle, sorge San Giovanni Teatino (fino al 1894 detto Forcabobolina).
Il comune è praticamente diviso in due realtà San Giovanni Teatino, che è il borgo storico sul colle, e Sambuceto, insediamento urbano in continua crescita, sede di un’ampia zona commerciale e una importante area industrializzata.
Il territorio si estende per 18,19 Kmq su un’area intensamente coltivata, popolata di abitazioni disperse sui fondi che, nella pianura a destra del fiume Pescara, si accentrano nel notevole aggregato urbano di Sambuceto, senza soluzione di continuità con l’agglomerato dell’attigua città di Pescara.
Nel caso del Comune di San Giovanni Teatino, attualmente strutturato nei due centri di San Giovanni alta e Sambuceto, la documentazione più antica è risalente all’epoca medievale, precisamente al 1095, anno in cui è attestata la menzione di un “castellum Furca” (castello di Forca) e di una “silva Sambuceti” (foresta di Sambuceto), oggetto di una donazione da parte del conte normanno Roberto I di Loritello alla Chiesa di Chieti, nella persona del Vescovo Rainolfo (1085-1105).
Uno dei tratti peculiari dell’antico territorio di San Giovanni Teatino – Sambuceto fu quello di gravitare all’interno di un ambito caratterizzato dalla presenza di due centri demici di un certo rilievo: Aterno (Pescara) e Chieti. Sin dall’epoca che va dalla fine dell’XI all’inizio del XII secolo, molteplici e complessi furono i rapporti che intercorsero fra queste città e l’allora castello di Furca e Sambuceto, che nelle fonti viene definito silva (foresta). Chieti fu centro del potere episcopale e del potere comitale, almeno fino ai normanni, ed esercitò su Furca un’attrazione di tipo politico-istituzionale. Il castello seguì le vicende istituzionali del territorio teatino divenendo, con il vescovo normanno Rainolfo, un centro di potere politico militare a servizio della signoria territoriale, esercitando un ruolo strategico per il fatto di ospitare i placiti giudiziari ed essere sede di una guarnigione militare.
Dalla metà del XII secolo la crescita della popolazione portò alla costruzione al suo interno della chiesa di San Giovanni, dalla quale deriva l’attuale nome di San Giovanni Teatino e che evidenzia come, nel frattempo, tale centro si era trasformato e accresciuto e, con l’aumento della popolazione, aveva raggiunto una sua autonoma configurazione demica.
Dal canto suo la silva Sambuceti si presenta sin dal 1095 come una località precisa ed individuata chiaramente, seppur dipendente dal castello di Forca ma, già da allora, orientata verso la vicina città di Aterno, i cui uomini esercitavano su di essa antichi diritti di sfruttamento del legname.
Se la conquista normanna ebbe l’effetto di allentare i legami tra Furca e Aterno, il territorio di Sambuceto e la sua silva nel 1226 risultano ormai alle dirette dipendenze di Aterno, città il cui nome è diventato Pescara.