Teramo è una città di circa 54.600 abitanti capoluogo di provincia.
Teramo è situata nella parte settentrionale dell'Abruzzo, nella Val Tordino, in una zona collinare sotto le pendici del Gran Sasso, che degrada verso la costa con una ricca vegetazione di vigneti e oliveti.
La città sorge alla confluenza del fiume Tordino con il torrente Vezzola che cingono il suo centro storico.
l clima è di tipo temperato-fresco collinare, con temperature che nel mese più freddo (gennaio) si aggirano sui 5,5 °C e in quello più caldo sui 24 °C. Le precipitazioni sono relativamente abbondanti (circa 800 mm annui) e concentrate soprattutto nel tardo autunno. In inverno la neve può cadere abbondante, come testimoniato dal recente episodio del gennaio 2005. Data la sua posizione nel cuore di una bassa vallata, in estate non sono rari gli episodi di caldo intenso e afa stagnante
Ebbe probabilmente dai Fenici il nome di Petrut, con il significato di “luogo elevato circondato dalle acque”. Dalla latinizzazione di Petrut in Praetut derivò poi Praetutium e Ager Praetutianus per indicare il territorio.
I Romani la chiamarono Interamnia Urbs ("città tra i due fiumi", con riferimento al Tordino e al Vezzola), e fu detta Praetuttium, o Praetutianorum o semplicemente Praetutia per distinguerla da Interamnia Nahars (Terni), Interamnia Lirinos (la scomparsa Teramo sul Liri) e Interamnia di Capitanata (l’attuale Termoli). Nella divisione amministrativa del territorio promossa da Augusto imperatore, Interamnia fu ricompresa nella “V Regio”, il Piceno.
In epoca medievale da Praetutium derivò Aprutium che fece la sua comparsa in documenti del VI secolo e che per qualche tempo, fino al secolo XII circa, avrebbe designato sia la città, il Castrum aprutiense, che il territorio circostante per estendersi quindi all’intero Abruzzo. Il nome Interamnia si trasformò invece in Interamne, Teramne e Interamnium, Teramnium per giungere infine, all’inizio del II millennio d.C., alla forma Teramum.
Secondo alcuni il nome Abruzzo deriva proprio da Aprutium.
Non ha trovato credito, invece, la teoria secondo la quale il nome Teramo sarebbe derivato da Thermae, con relazione quindi alla pur accertata presenza di importanti terme in varie zone della città, e che faceva riferimento sia all’aspirazione “Theramum” riscontrabile in alcuni codici sia all'uso del dialetto locale che contrae in “Terme” la pronuncia del nome di Teramo.
La città, popolata da tempi antichissimi, era il centro principale della popolazione dei Pretuzi. In seguito venne conquistata dal console romano Manio Curio Dentato nel 290 a.C. (cinque anni dopo la battaglia di Sentino), divenendo municipio.
Prese parte attiva alla guerra sociale ( 91-88 a.C.) e Silla la privò dunque dello statuto di municipio, che le fu in seguito restituito da Cesare.
Come capitale del Petrutium venne inserita nella V regio da Augusto. Sotto il dominio imperiale conobbe un periodo di grande prosperità, testimoniato dalla costruzione, sotto Adriano, di templi, terme e teatri.
Saccheggiata e rasa al suolo dai Visigoti nel 410 venne rifondata nel 568, in seguito fu conquistata dai Longobardi entrando a far parte prima del marchesato di Fermo e poi del ducato di Spoleto. Contesa fra i Normanni e i duchi di Puglia, Teramo fu quasi distrutta nel 1155 ma si risollevò nuovamente e, sotto la dominazione vescovile, godette di un periodo di relativo benessere testimoniato dall'edificazione della nuova cattedrale di Santa Maria Assunta e San Berardo.
A partire dal 1395 subì il dominio del Ducato di Atri, da quando il Conte di S. Flaviano Antonio Acquaviva, si nominò Duca d'Atri e Signore di Teramo.
Tuttavia, una serie di eventi negativi, culminati nel terremoto del 1380, le lotte intestine fra la famiglia dei Melatini e quella dei De Valle e il brigantaggio condussero la città ad un profondo declino, dal quale non si risollevò né sotto la dominazione dei signori d'Altavilla, né sotto quelle successive di francesi e spagnoli.
Entrata a far parte del Regno di Sicilia ne seguì le sorti fino all'Unità d'Italia.
Opera artistica di maggiore pregio della Città è il Duomo, la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Berardo, Patrono della Città.
La sua costruzione, iniziata nel 1158, è in stile romanico e, nella parte superiore, assume uno stile gotico, essendo stata realizzata sotto l'episcopato di Niccolò degli Arcioni. Al suo interno si trovano il prezioso paliotto d'argento di Nicola da Guardiagrele e il polittico dell'artista veneziano Jacobello del Fiore.
Dopo gli ultimi lavori di scavo e restauro è stata riportata alla luce, dopo circa 300 anni di oblio, la Cripta di S. Berardo che, dal settembre 2007 è visibile al pubblico.
Appena fuori le mura sorge l'antico Santuario dedicato alla Madonna delle Grazie. Fu costruita nel 1153 prendendo origine dalla Chiesa di un monastero di benedettine intitolato a Sant'Angelo delle Donne. Nel 1448 la costruzione iniziale fu ampliata per accogliere i frati minori di San Giacomo della Marca. Agli inizi del 1900 la Chiesa è stata restaurata e modificata nella facciata. Nell'interno vi sono affreschi di Cesare Mariani, che si raffigurò grande vecchio con barba nell'affresco del Presepio. Sull'altare maggiore vi è la Madonna col Bambino, in legno policromo, opera di Silvestro dell'Aquila.
Nel centro storico, è visitabile l'Antica Cattedrale, oggi chiamata Chiesa di San Getulio o di Sant'Anna. È l'unico resto altomedievale di Teramo. Fu costruita sui resti di un tempio romano. Andò bruciata nel 1155 dai normanni, che incendiarono l'intera Città.
Nel centro storico di Teramo sono presenti i resti sia dell'anfiteatro romano che del teatro romano, distanti fra loro pochi metri l'uno dall'altro, caso quasi unico al mondo. Gli studiosi datano la loro costruzione nel periodo dal I al II secolo dopo Cristo.
l Corso San Giorgio, principale arteria cittadina, collega Piazza Garibaldi a Piazza Martiri della Libertà, chiusa al traffico e sede, nel corso dell’anno, di numerose manifestazioni. Sulla piazza, che è il vero centro della vita cittadina, si affacciano edifici storici e monumentali quali il Duomo, il Palazzo Vescovile, il Seminario, i portici del Sanpaolo e il Palazzo Costantini con i sottostanti portici (detti Portici di Fumo).
Altro luogo importante è Piazza Dante Alighieri, nella quale si trova il liceo classico, fondato nel 1813 e dedicato al filosofo Melchiorre Delfico.
Monumento di grande pregio è anche il Castello Della Monica, ricostruzione ottocentesca di un edificio medioevale. Situato sul piccolo colle di San Venanzio, poco distante da Piazza Garibaldi, il Castello Della Monica (iniziato nel 1889 e terminato nel 1917) fu realizzato dall'artista teramano Gennaro Della Monica, che gli ha dato anche il nome.